I grandi temi tradizionali (intelligenza artificiale, robotica, salute digitale, mobilità, tecnologie immersive) non si presentano più come ambiti separati, ma convergono sempre più attorno a un fattore comune e trasversale: la longevità della popolazione.
Non si tratta di un filone dichiarato o di una singola area tematica, ma di un paradigma strutturale che attraversa prodotti, servizi, piattaforme e modelli di progettazione. La longevità emerge come risposta concreta all’invecchiamento demografico, alla crescente domanda di autonomia, sicurezza e qualità della vita e alla necessità di ripensare il rapporto tra cittadini, tecnologia e servizi pubblici.
Le soluzioni presentate al CES 2026 mostrano con chiarezza come il tema della longevità non sia più confinato alla dimensione sanitaria, ma coinvolga l’intero ecosistema dei servizi digitali e delle smart city. Smart home e domotica evolvono verso ambienti domestici più sicuri, adattivi e personalizzati, capaci di prevenire situazioni di rischio e supportare la vita quotidiana.
Parallelamente, la telemedicina e i servizi di assistenza domiciliare digitale si consolidano come strumenti ordinari, integrati con dispositivi di wearable health care per il monitoraggio continuo e preventivo della salute. A questi ambiti si affiancano il monitoraggio della salubrità ambientale, l’efficientamento energetico e lo sviluppo della robotica assistiva, sempre più orientata al supporto delle persone nelle attività quotidiane e nella permanenza nel proprio contesto di vita.
Trasportando queste evidenze nel contesto nazionale, il tema assume una rilevanza ancora maggiore. L’Italia è uno dei Paesi con la più alta aspettativa di vita in Europa e con un progressivo aumento della popolazione anziana. La longevità dei cittadini italiani non rappresenta solo una sfida per il sistema sanitario e di welfare, ma un’opportunità per riprogettare servizi pubblici, modelli organizzativi e piattaforme digitali.
I cittadini longevi esprimono bisogni specifici: semplicità, affidabilità, prossimità dei servizi, accompagnamento umano e digitale. In questo quadro, la tecnologia deve diventare abilitante e non ostacolante, riducendo la complessità e aumentando la capacità di inclusione.
Dalle riflessioni emerse al CES e sintetizzate nelle slide, si delineano alcuni ambiti di lavoro prioritari per la pubblica amministrazione e per gli operatori del settore ICT:
- nuovi servizi digitali per i cittadini longevi, come la gestione dei caregiver, i servizi di emergenza dedicati agli anziani, le piattaforme di connessione sociale per contrastare l’isolamento, fino alla gestione di iniziative di prossimità come gli orti urbani;
- soluzioni di smart city basate su sensoristica diffusa per il monitoraggio, la teleassistenza e la sicurezza urbana;
- procedimenti digitali online semplificati, ripensati in ottica “mobile first” e user-centric;
- il fascicolo semplificato del cittadino, come punto unico di accesso ai servizi essenziali;
- programmi di formazione mirata per specifici segmenti di dipendenti pubblici, chiamati a gestire servizi sempre più orientati a cittadini fragili o con competenze digitali limitate.
Una delle evidenze più forti emerse dal CES 2026 riguarda la progettazione delle piattaforme digitali. La tendenza dominante è quella di privilegiare la semplificazione delle applicazioni e l’essenzialità delle funzioni, abbandonando soluzioni ridondanti e iper-complesse.
La longevità diventa così un criterio progettuale: progettare servizi digitali che funzionino bene per un cittadino anziano significa, di fatto, progettare servizi migliori per tutti. Accessibilità, chiarezza, riduzione dei passaggi, linguaggio comprensibile e integrazione dei servizi non sono più opzionali, ma elementi strutturali.
In questo scenario, emerge con forza la necessità di un approccio industriale e operativo. Maggioli, con la sua esperienza storica al fianco della pubblica amministrazione, può interpretare il tema della longevità non come un concetto astratto, ma come un ambito concreto di progettazione di servizi, piattaforme e modelli organizzativi.
Un approccio orientato alla longevità significa integrare tecnologia, processi e competenze, accompagnando enti e territori nella costruzione di servizi digitali realmente inclusivi, sostenibili e centrati sui bisogni reali delle persone. Non una visione futuristica fine a sé stessa, ma una risposta pragmatica a una trasformazione demografica già in atto.
Il messaggio forte che il CES 2026 consegna al contesto italiano è chiaro: la longevità non è un problema da gestire, ma un driver strategico per ripensare l’innovazione digitale. Chi saprà progettare oggi servizi semplici, accessibili e orientati ai cittadini longevi, costruirà piattaforme più robuste, inclusive e durature per l’intera collettività.