È stata presentata ufficialmente dalla Commissione europea il 12 dicembre 2025 la quinta versione dell’
European Digital Competence Framework (DigComp 3.0), il quadro europeo delle competenze digitali: oltre a un aggiornamento generale della versione precedente, la nuova edizione è un importante adeguamento alle nuove sfide emergenti come l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza, la disinformazione, i diritti digitali e il benessere nell’ambiente digitale.
Le novità
Dopo 12 anni dalla pubblicazione della prima versione, il nuovo DigComp 3.0 sviluppato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea si conferma il fondamentale strumento europeo per definire le conoscenze, le abilità e le attitudini necessarie per interagire con le tecnologie digitali in modo sicuro, critico e responsabile, nell’apprendimento, nel lavoro e nella società in generale.
Il DigComp nasce con l’obiettivo di individuare cosa significhi realmente essere competenti nel digitale, offrendo un linguaggio condiviso e una metodologia standardizzata per accompagnare i cittadini lungo un percorso di sviluppo delle competenze digitali, che parte dal livello base e arriva fino a quello avanzato.
Il documento introduce una serie di aggiornamenti e miglioramenti complessivi, con l’obiettivo di rendere il quadro di riferimento più chiaro, coerente e aderente ai contesti applicativi attuali. Un elemento qualificante è rappresentato dall’integrazione trasversale delle competenze in materia di intelligenza artificiale non più considerata una competenza specialistica, ma una tecnologia abilitante che incide su tutte le pratiche digitali quotidiane. L’Unione europea sceglie quindi di integrare l’intelligenza artificiale in ogni area del framework per sviluppare consapevolezza critica, responsabilità e controllo umano nell’uso dei sistemi digitali: l’obiettivo non è insegnare l’intelligenza digitale dal punto di vista tecnico, ma rafforzare la sua comprensione nell’ambito della cittadinanza digitale.
A chi si rivolge
Il DigComp è rivolto a chiunque sia interessato a comprendere e individuare i bisogni legati alle competenze digitali e a supportarne lo sviluppo: decisori politici, datori di lavoro, ricercatori, manager, educatori e qualsiasi cittadino interessato al potenziamento delle proprie competenze digitali.
Perchè è stato creato
Il DigComp 3.0 si fonda sulla
Dichiarazione europea sui diritti e i principi digitali per il decennio digitale e sul
Programma strategico del decennio digitale per indirizzare la trasformazione digitale dell’Unione europea fino al 2030, con la finalità di favorire una transizione maggiormente incentrata sulla persona, inclusiva e sostenibile.
Secondo il Rapporto sullo stato del decennio digitale 2025, pubblicato lo scorso giugno dalla Commissione europea, oggi purtroppo solo il 56% della popolazione europea possiede competenze digitali almeno di base e addirittura l’8% della popolazione non usa internet. In questa cornice, l’obiettivo principale che il DigComp 3.0 vuole perseguire è quello di garantire che entro il 2030 almeno l’80% degli adulti europei possieda competenze digitali di base, così da poter partecipare pienamente all’economia e alla società digitali.
La definizione di competenza digitale
La competenza digitale è definita come l’insieme di conoscenze, abilità e attitudini per l’uso e l’interazione fiduciosa, critica e responsabile con le tecnologie digitali per l’apprendimento, il lavoro e la partecipazione alla società in generale. In questa accezione il DigComp si candida come punto di riferimento stabile per essere digitalmente competenti in un panorama tecnologico in rapida evoluzione.
Come Leggere il DigComp
Nei paragrafi che seguono verrà analizzato come è strutturato il DigComp 3.0 e quali sono i suoi elementi costitutivi fondamentali: comprendere come si legge questo importante strumento operativo è essenziale per utilizzare correttamente il framework come strumento di analisi, progettazione e valutazione delle competenze digitali dei cittadini.
Le aree di competenza
Il DigComp è organizzato in 5 Aree di competenza:
- Ricerca, valutazione e gestione dell’informazione
- Comunicazione e collaborazione
- Creazione di contenuti digitali
- Sicurezza, benessere e uso responsabile
- Identificazione e risoluzione dei problemi
Le competenze
All’interno delle aree di competenza, sono individuate 21 Competenze, definite come la combinazione di conoscenza, abilità e attitudine, e distribuite con un numero variabile tra tre e sei competenze per area.
I livelli di padronanza
Per ciascuna competenza, sono individuati 4
Livelli di padronanza (Proficiency levels) che descrivono la progressione nella capacità (base, intermedio, avanzato, estremamente avanzato) degli individui di completare compiti in ambienti digitali e sono calcolati sulla base dell’aderenza alle dichiarazioni di competenza, che vedremo in seguito.
Le dichiarazioni di competenza
In DigComp individua 362
Dichiarazioni di competenza (Competence statements) raggruppate in base al livello di padronanza generale dei cittadini, senza distinguere tra conoscenze, abilità o attitudine.
L’etichettatura IA accanto a ogni dichiarazione indica se l’intelligenza artificiale è menzionata esplicitamente [IA-E], oppure non è menzionata esplicitamente ma è comunque implicitamente rilevante [IA-I].
Per esempio, nella figura seguente, all’interno dell’area di competenza 1 “Ricerca, valutazione e gestione dell’informazione”, per quanto riguarda la competenza 1.1 “Navigare, ricercare e filtrare informazioni” sono individuate 15 dichiarazioni di competenza (da CS1.1.01 a CS1.1.15) il cui soddisfacimento consente di collocare il cittadino all’interno di uno dei quattro livelli di padronanza.
I risultati di apprendimento
Accanto alle dichiarazioni di competenze, il DigComp individua anche 523
Risultati di apprendimento (Learning outcomes) classificati in base al livello di padronanza e in base al fatto che si tratti di conoscenza, abilità o attitudine. I risultati di apprendimento forniscono la visione più dettagliata del framework e sono utilizzati per scopi specifici e molto operativi come la progettazione di percorsi formativi, di contenuti didattici e di strumenti di valutazione.
Come per le dichiarazioni di competenza, anche nei risultati di apprendimento l’etichettatura IA indica se l’intelligenza artificiale è menzionata esplicitamente [IA-E], oppure non è menzionata esplicitamente ma è comunque implicitamente rilevante [IA-I].
Per esempio, nella figura seguente, all’interno dell’area di competenza 1 “Ricerca, valutazione e gestione dell’informazione”, per quanto riguarda la competenza 1.1 “Navigare, ricercare e filtrare informazioni, possiamo osservare 21 risultati ai apprendimento (da L01.1.01 a L01.1.21) il cui soddisfacimento consente di valutare le competenze del cittadino rispetto ai quattro livelli di padronanza.
Nel DigComp 3.0,
Dichiarazioni di competenza e
Risultati di apprendimento rappresentano due modalità complementari per valutare le competenze digitali dei cittadini: le prime consentono di verificare l’aderenza a enunciati di competenza organizzati per livello di padronanza, i secondi permettono una lettura più analitica e operativa (con distinzione tra conoscenze, abilità e attitudini). I due approcci possono essere utilizzati in modo integrato, per esempio per collegare una valutazione “per livelli” a evidenze più puntuali e misurabili, ma anche in modo indipendente, scegliendo l’uno o l’altro in base allo scopo. In entrambi i casi, il framework mette a disposizione strumenti coerenti per collocare il cittadino nei livelli di padronanza e per costruire verifiche e interventi mirati, mantenendo la possibilità di adattare la valutazione al contesto applicativo.
Conclusioni
Il DigComp 3.0 si conferma uno strumento strategico di riferimento per orientare le politiche pubbliche, i percorsi educativi e le iniziative formative volte allo sviluppo delle competenze digitali di tutti i cittadini. Attraverso un linguaggio comune, il framework consente di accompagnare le persone lungo l’intero arco della vita, riducendo divari e fragilità digitali.
In questa prospettiva, il DigComp aiuta a garantire partecipazione, inclusione, autonomia e tutela nell’ambiente digitale dei cittadini, diventando così un pilastro fondamentale per una società digitale equa, centrata sulle persone e sui loro diritti.