All’evento di The Procurement si è parlato del futuro delle piattaforme di approvvigionamento digitale, tra interoperabilità, dati, AI e supporto concreto al RUP.
Il Gruppo Maggioli ha partecipato al Procurement & Innovation Congress 2026 – Rome Edition, l’evento promosso da The Procurement e dedicato ai professionisti degli acquisti, della supply chain, dell’innovazione e delle funzioni aziendali coinvolte nei processi decisionali. L’edizione romana, ospitata presso la sede di SACE a Roma, ha riunito aziende, esperti e operatori del settore per confrontarsi sul ruolo sempre più strategico del procurement: non più solo funzione da ottimizzare, ma vera architettura decisionale in cui convergono dati, persone, intelligenza artificiale, responsabilità e capacità di scelta. Il Gruppo Maggioli ha portato il proprio contributo sul tema delle Piattaforme di Approvvigionamento Digitale (PAD) e sul rapporto tra innovazione tecnologica e reale diffusione degli strumenti all’interno delle Pubbliche Amministrazioni.
Innovazione e Diffusione: la sfida delle Piattaforme di Approvvigionamento Digitale
Nel suo intervento, “Innovazione e Diffusione nelle PAD”, Danilo Anania (nella foto), Esperto in e-procurement di Gruppo Maggioli, ha approfondito una delle sfide più rilevanti per il mercato del public procurement: bilanciare l’evoluzione tecnologica delle piattaforme con la loro effettiva adozione da parte degli enti. Il punto di partenza è chiaro: innovazione e diffusione non sono obiettivi contrapposti, ma due dimensioni complementari. Un’innovazione che non viene adottata resta un esercizio tecnico; una diffusione priva di innovazione rischia invece di trasformarsi in semplice burocrazia digitale.

Dall’interoperabilità dei dati al supporto concreto per il RUP
La vera sfida, quindi, è costruire strumenti capaci di essere al tempo stesso avanzati, solidi dal punto di vista normativo e realmente utilizzabili nei processi quotidiani delle stazioni appaltanti. Negli ultimi anni, il mercato delle PAD ha attraversato una fase di forte adeguamento normativo, necessaria per consolidare le basi della digitalizzazione. Oggi, però, la conformità non basta più: le nuove regole tecniche aprono una fase in cui la differenza tra le piattaforme si giocherà sulla capacità di generare valore operativo. Tra i temi evidenziati nell’intervento, il principio del once-only, il fascicolo digitale end-to-end, l’interazione con l’operatore economico anche nella fase esecutiva e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto al RUP, non per sostituire il giudizio umano, ma per liberare tempo e migliorare la qualità decisionale.
L’impegno del Gruppo Maggioli per la digitalizzazione degli acquisti pubblici
Il principio del once-only diventa concreto solo se una PAD è in grado di dialogare in modo nativo con protocollo, contabilità, ERP e sistemi già presenti nell’ente, evitando reinserimenti manuali, riducendo errori e abbattendo l’attrito nell’uso quotidiano. L’adozione reale nasce dalla capacità della tecnologia di entrare nei processi in modo quasi invisibile, semplificando il lavoro senza appesantirlo. In questa visione, il valore del Gruppo Maggioli nasce dall’integrazione tra software, servizi operativi e di supporto per le stazioni appaltanti, editoria professionale, formazione specializzata e servizi di consulenza: un ecosistema che accompagna il RUP non solo nell’utilizzo degli strumenti, ma anche nella comprensione delle opportunità legate a dati, AI, protezione delle informazioni e innovazione dei processi, perché solo quando la tecnologia è semplice e integrata può supportare concretamente la Pubblica Amministrazione.