Il progetto Europeo promosso da IRCCS San Camillo del Lido e Gruppo Maggioli prosegue con attività di co-design, ascolto e coinvolgimento della comunità.
Portare la ricerca più vicino alle persone significa creare spazi di ascolto, confronto e partecipazione. È questa la direzione del progetto europeo REINFORCING, che a Venezia sta dando forma alla Rete Cittadini per la Ricerca, iniziativa nata dalla collaborazione tra IRCCS San Camillo del Lido e Gruppo Maggioli per sperimentare un modello di citizen engagement applicato alla ricerca clinico-riabilitativa.
Dopo il lancio ufficiale del 19 febbraio 2026 a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, il progetto è entrato in una nuova fase di sviluppo. L’obiettivo resta quello annunciato fin dall’inizio: costruire una rete stabile di cittadini, ricercatori e stakeholder capace di contribuire alla definizione delle priorità della ricerca, con particolare attenzione ai bisogni reali della comunità e alle sfide legate all’invecchiamento attivo.
Che cos’è REINFORCING
REINFORCING è un progetto europeo dedicato alla promozione di pratiche di Open and Responsible Research and Innovation, un approccio che punta a rendere la ricerca più aperta, inclusiva e responsabile, favorendo il dialogo tra comunità scientifica, cittadini, istituzioni e territorio. Nel contesto veneziano, questo percorso si traduce nella Rete Cittadini per la Ricerca: un’iniziativa che coinvolge i cittadini non come semplici destinatari della ricerca, ma come interlocutori attivi in grado di portare bisogni, esperienze e punti di vista utili a orientare il lavoro scientifico. La rete nasce all’interno dell’esperienza dell’IRCCS San Camillo, realtà specializzata nella riabilitazione e nella ricerca clinica, e valorizza il contributo del Gruppo Maggioli nelle attività di comunicazione, engagement e supporto metodologico al progetto.
Dal lancio della rete alle prime attività
Nei mesi successivi alla presentazione pubblica, il progetto ha avviato diverse attività di ascolto e co-design. Sul fronte della ricerca interna sono state realizzate interviste semi-strutturate con ricercatori afferenti a diversi laboratori e unità operative dell’IRCCS San Camillo, tra cui neuroimaging e neurodegenerazione, tecnologie per l’innovazione digitale, neuropsicologia, area Parkinson, neurobiologia, deglutizione e linguaggio, obesità e nutrizione, biobanca e chirurgia della mano. Il lavoro ha permesso di raccogliere elementi utili sul rapporto tra ricerca, impatto sociale e bisogni dei cittadini, anche attraverso strumenti di valutazione dedicati alla maturità sociale della ricerca. Parallelamente sono state avviate attività di coinvolgimento diretto con i cittadini. Le interviste sono state costruite con attenzione all’inclusività e alla rappresentatività dei partecipanti, per raccogliere punti di vista diversi e restituire una lettura più ampia delle aspettative, delle percezioni e delle disponibilità della comunità rispetto alla partecipazione alla ricerca.
Un percorso di co-design con cittadini, ricercatori e stakeholder
Uno degli aspetti centrali di REINFORCING è il lavoro di co-design. Il progetto non si limita infatti a informare la cittadinanza, ma punta a costruire strumenti e processi insieme agli attori coinvolti. In questa direzione si inserisce anche il workshop realizzato il 22 maggio 2026 presso l’IRCCS San Camillo con rappresentanti del progetto europeo SACRED, che ha coinvolto partner provenienti da diversi Paesi europei. L’incontro ha permesso di raccogliere feedback strutturati su alcune dimensioni del framework di progetto, attraverso una metodologia partecipativa orientata a far emergere punti di forza, bisogni e possibilità di miglioramento. Il progetto è stato inoltre presentato all’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, Prof. Gino Gerosa, con un focus specifico sull’invecchiamento attivo e sul valore di modelli di ricerca capaci di dialogare con i bisogni dei cittadini e dei territori.
I primi risultati della Rete Cittadini per la Ricerca
La Rete Cittadini per la Ricerca è stata lanciata online il 19 febbraio 2026 attraverso una pagina dedicata sul sito dell’IRCCS San Camillo. Da allora il percorso ha iniziato a generare i primi risultati concreti. A oggi la rete conta 65 volontari iscritti e ha già permesso di reclutare 6 volontari per uno studio clinico approvato dal Comitato Etico Territoriale e pubblicato sul sito della Rete. Accanto a questi risultati, sono state gestite anche richieste informative da parte di cittadini interessati a conoscere meglio le modalità di partecipazione. Un segnale importante, perché mostra come il coinvolgimento nella ricerca possa nascere anche da un bisogno di informazione, orientamento e relazione con il mondo scientifico.
In collaborazione con il DPO e l’Unità per la Ricerca Clinica è stato co-progettato un template per il Comitato Etico, condiviso con i ricercatori dell’IRCCS San Camillo per il possibile utilizzo nei futuri studi. Il progetto è ancora in corso e continuerà nei prossimi mesi con nuove attività di coinvolgimento, confronto e sperimentazione. La prospettiva è quella di consolidare la Rete Cittadini per la Ricerca come infrastruttura partecipativa stabile, capace di accompagnare la ricerca clinico-riabilitativa verso un rapporto sempre più diretto con la società.