Con l’avvicinarsi della fase di post-PNRR - i cui obiettivi e milestone dovranno essere completati entro il 31 agosto 2026 - la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione entra in un passaggio decisivo: dalla spinta straordinaria dei progetti finanziati alla capacità di rendere strutturali investimenti, competenze e governance.
Il digitale continua infatti a crescere e a cambiare il modo in cui gli enti erogano servizi a cittadini e imprese. La vera sfida dei prossimi anni sarà però far vivere queste innovazioni nella spesa ordinaria e nella programmazione strategica, consolidandole oltre la stagione degli investimenti eccezionali e trasformandole in capacità amministrativa stabile.
Dalla spinta straordinaria del PNRR alla stabilità digitale
L’aggiornamento del rapporto Il Digitale in Italia 2025 – Previsioni 2025-2028 di Anitec-Assinform descrive un mercato digitale italiano in crescita moderata: per il 2025 viene confermato un valore complessivo di 84,2 miliardi di euro, con una traiettoria positiva nel medio termine e un tasso medio annuo del +2,8% fino al 2028, trainato soprattutto da servizi ICT, software e digital enabler come cloud, AI e cybersecurity.
Le previsioni 2024-2028 mostrano un mercato destinato ad arrivare a circa 91,5 miliardi di euro a fine periodo, a conferma di una trasformazione ormai irreversibile. Allo stesso tempo, l’impatto del PNRR sulla spesa ICT tende a ridursi: nello scenario attuale stimato dal rapporto, si passa da circa 2,9 miliardi nel 2025 a 2,1 miliardi nel 2026, per poi scendere a 0,9 miliardi nel 2027 fino ad azzerarsi nel 2028. È il segnale di un cambio di fase: il digitale non può più essere letto solo come leva di spesa straordinaria, ma come componente strutturale della capacità di governo, innovazione e servizio degli enti.
Cloud e infrastrutture condivise stanno accelerando la migrazione e il superamento dei data center locali, rendendo sempre più centrale l’adozione di servizi conformi ai requisiti di qualificazione e acquisto per la PA. Interoperabilità e valorizzazione dei dati abilitano servizi sempre più concreti in logica “once only”, riducendo duplicazioni documentali e tempi di lavorazione e rendendo più efficace il dialogo tra amministrazioni.
- Cybersecurity non è più un tema solo tecnico, ma un prerequisito di continuità operativa e fiducia, che entra stabilmente nella progettazione dei servizi digitali anche alla luce delle nuove minacce e dei recepimenti normativi, come la NIS2. Intelligenza artificiale e sanità digitale completano il quadro: la prima entra nelle applicazioni operative, dall’assistenza agli operatori all’analisi documentale fino ai chatbot informativi; la seconda spinge, attraverso interoperabilità, Fascicolo Sanitario Elettronico e telemedicina, verso ecosistemi dati più integrati e servizi più accessibili.
- Sostenibilità economica: mantenere e far evolvere le piattaforme avviate con fondi straordinari richiede budget ricorrenti, scelte architetturali a prova di futuro e controllo dei costi di esercizio. Il vero passaggio non è avviare nuovi progetti, ma garantire continuità, aggiornamento e affidabilità a quelli già realizzati.
- Competenze interne: la dipendenza dai fornitori e la carenza di profili tecnico-digitali rendono cruciale il rafforzamento delle funzioni interne, a partire dal Responsabile per la Transizione al Digitale, e la costruzione di percorsi continui di aggiornamento. La trasformazione digitale, infatti, diventa solida solo quando è accompagnata da capacità diffuse di presidio, coordinamento e governo.
- Governance: integrare dati, processi e servizi significa lavorare su standard, coordinamento tra uffici, gestione del cambiamento e capacità organizzativa, non soltanto su software e tecnologie. È su questo piano che si giocherà la possibilità di rendere davvero strutturale l’eredità del PNRR.
Gruppo Maggioli: dal PNRR al valore strutturale
Il quadro è chiaro: il digitale continuerà a crescere, ma la PA dovrà trasformare l’eredità del PNRR in capacità strutturale, economica, organizzativa e tecnologica. In questo scenario, cloud, dati, cybersecurity e AI non sono più trend da inseguire, ma componenti essenziali per costruire servizi pubblici affidabili, inclusivi e misurabili. Accompagnare gli enti significa quindi integrare strumenti, presidio e consapevolezza organizzativa, considerando la sicurezza parte integrante della progettazione e della gestione dei servizi digitali. In questo scenario, il Gruppo Maggioli conferma la propria capacità di combinare soluzioni per il front-end al cittadino, piattaforme per i processi interni, integrazione con le infrastrutture abilitanti nazionali, competenze su compliance e procurement, servizi di sicurezza e percorsi di formazione, affiancando la PA non solo come fornitore di tecnologie, ma come partner capace di accompagnare gli enti nel passaggio dall’innovazione finanziata all’innovazione strutturale.
Come il Gruppo Maggioli guida gli Enti nella trasformazione strutturale
Il Gruppo ha supportato oltre 2.000 Comuni durante la ‘messa a terra’ dei progetti PNRR:
in particolare
- 1.200 Comuni sono stati migrati in cloud;
- 1.400 Comuni sono stati attivati sulla Piattaforma Notifiche SEND;
- 1.100 Comuni sono stati migrati su ANSC;
- 1.000 Comuni hanno asseverato sulla misura 1.4.1;
- 500 Comuni sono stati coinvolti nei bandi SUAP e SUE;
- 500 Comuni sono stati coinvolti nel bando stradario e numeri civici (ancora in corso).
Nel post-PNRR, la trasformazione digitale si giocherà soprattutto sulla capacità di generare valore stabile, ogni giorno, per amministrazioni e cittadini: il Gruppo Maggioli si conferma un partner prezioso in questo percorso, perché affianca il settore pubblico con competenze e soluzioni in grado di tradurre l’innovazione in risultati concreti, continuità operativa e servizi sempre più vicini ai bisogni delle comunità.