"Il Rapporto 2026 della Fondazione Leonardo evidenzia un'Italia a due velocità nell'IA: se il mercato cresce del +58% raggiungendo 1,2 miliardi di euro, restano criticità nell'adozione da parte delle PMI e nella carenza di talenti specializzati."
L’Italia sta consolidando il proprio posizionamento nel panorama dell’intelligenza artificiale, grazie a un ecosistema che combina competenze scientifiche, capacità di ricerca, infrastrutture di supercalcolo e una crescente attenzione istituzionale ai temi della governance tecnologica.
È il quadro che emerge dal Rapporto L’Italia nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Crescita, sfide e prospettive di una rivoluzione in corso, elaborato dalla Fondazione Leonardo ETS e curato dal presidente Luciano Floridi e da Micaela Lovecchio, Education e Formazione nelle Scuole della Fondazione.
Secondo il Rapporto, il nostro Paese dispone di asset strategici rilevanti e di eccellenze riconosciute, ma deve ancora affrontare nodi strutturali che rischiano di rallentare il pieno sviluppo dell’AI. Tra questi, il divario tra grandi imprese e PMI nell’adozione delle tecnologie, la carenza di competenze specialistiche, la fuga dei talenti e una persistente dipendenza tecnologica dall’estero, in particolare sul fronte hardware. Il Rapporto descrive infatti un sistema con “eccellenze genuine e fragilità strutturali”, sottolineando al tempo stesso opportunità da cogliere e ritardi da colmare.
Lo stato dell'arte dell'AI in Italia: numeri e trend di mercato
I dati richiamati nelle analisi che accompagnano la pubblicazione del Rapporto confermano un mercato in forte crescita: in Italia il valore dell’AI ha raggiunto 1,2 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 58%. Tuttavia, la crescita non è ancora omogenea: l’adozione accelera soprattutto nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, mentre tra le realtà più piccole permangono ritardi significativi, con il rischio di alimentare un sistema economico a doppia velocità.
A rendere il quadro ancora più rilevante è il fatto che il Rapporto non si limita a fotografare punti di forza e criticità, ma individua anche alcune priorità operative immediate: dall’emanazione delle linee guida attuative della Legge 132/2025, alla definizione dei criteri di allocazione del fondo da 1 miliardo di euro previsto per AI, quantum computing e cybersecurity, fino al rafforzamento delle misure per attrarre e trattenere talenti specializzati. Allo stesso tempo, il documento segnala che la crescita dell’adozione non è ancora sufficiente a colmare il divario con l’Europa e che il vero passaggio decisivo resta quello dalla sperimentazione alla scalabilità, soprattutto nel mondo delle PMI.
Il messaggio centrale del Rapporto è chiaro: l’intelligenza artificiale non può essere considerata solo come leva di innovazione tecnologica, ma anche come fattore strategico di competitività, produttività e trasformazione organizzativa. Per tradurre il potenziale in risultati concreti servono visione, investimenti, regole chiare e soprattutto una capacità diffusa di accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni nei percorsi di adozione, integrazione e governo degli strumenti basati su AI.
Come il Gruppo Maggioli guida la trasformazione digitale con l'AI
Il Gruppo Maggioli affianca enti pubblici, aziende e organizzazioni nei processi di innovazione digitale, mettendo a disposizione competenze, soluzioni e servizi per la trasformazione tecnologica, la governance dei dati, l’evoluzione dei processi e lo sviluppo di modelli operativi sostenibili, sicuri e orientati al valore: un supporto concreto per trasformare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale in progetti applicabili, misurabili e coerenti con le esigenze dei territori e dei contesti organizzativi.