Dal piano promosso dal Ministero della Cultura ai cantieri già attivi sul territorio, si sta ridisegnando il rapporto tra patrimonio, dati e fruizione. Un percorso che vede in prima linea anche il Gruppo Maggioli.
La
digitalizzazione del patrimonio culturale italiano è una leva concreta di innovazione, tutela e valorizzazione: lo dimostra il percorso avviato dal
Ministero della Cultura - Direzione generale Digitalizzazione e comunicazione e la Digital Library che sta accompagnando una trasformazione strutturale del sistema culturale nazionale nell’ambito del
PNRR Cultura.
Perché la digitalizzazione è strategica per il patrimonio culturale?
Non si tratta solo di trasferire contenuti e collezioni in formato digitale: la sfida è più ampia e riguarda la possibilità di conservare meglio il patrimonio, renderlo più accessibile e costruire nuove opportunità di consultazione, studio e fruizione per cittadini, istituzioni e operatori del settore. La recente
campagna di comunicazione social del MiC dedicata alla digitalizzazione del patrimonio culturale nasce proprio con l’obiettivo di raccontare i cantieri aperti, mostrare il valore del lavoro in corso e rendere visibile un cambiamento destinato a incidere in profondità sul futuro della cultura italiana.
Come trasformare l'archivio in un'infrastruttura di conoscenza
I cantieri attivati coinvolgono
archivi, biblioteche, musei e raccolte culturali molto diverse tra loro, con interventi che spaziano dalla digitalizzazione di documenti cartacei e fotografici fino ad arrivare ad acquisizioni ad alta qualità e in 3D. Al centro c’è una visione precisa: il digitale non come semplice archivio, ma come infrastruttura pubblica di conoscenza, capace di connettere patrimoni, dati e servizi. La digitalizzazione dei beni culturali acquista valore quando produce
dati organizzati, interoperabili e realmente utilizzabili nel tempo, solo così il patrimonio diventa più facilmente accessibile, consultabile e valorizzabile, superando la logica di interventi frammentati per entrare in una dimensione sistemica, più solida e più utile per il Paese.
L'esperienza di Gruppo Maggioli nella digitalizzazione dei beni culturali
In questo scenario si inserisce anche il contributo del
Gruppo Maggioli, che attraverso
Soluzioni Integrate Maggioli e Maggioli Cultura e Turismo, partecipa in modo concreto a questo processo di trasformazione: come emerso nel racconto degli
Stati Generali del Digitale nella Cultura (Roma, 10-11 dicembre 2025), le due realtà hanno avviato e gestito
31 cantieri di digitalizzazione che, nel solo 2025, hanno portato alla digitalizzazione di
1 milione di risorse culturali. Un dato significativo che rappresenta la capacità di tradurre una strategia nazionale in attività concrete e coerenti con gli standard richiesti da un ecosistema pubblico dei dati culturali, in grado di concretizzare una visione contraddistinta da capacità operativa, metodo e attenzione alla qualità del dato culturale. Perché la digitalizzazione del patrimonio culturale non è solo una questione tecnologica, ma un passaggio decisivo per rafforzare la tutela, ampliare l’accessibilità e creare nuove forme di relazione tra persone, contenuti e istituzioni.
Tra i cantieri attivati, presso il
Museo archeologico di Métauros di Gioia Tauro della DRMN Calabria le attività di digitalizzazione degli oggetti museali sono state affidate al Consorzio Maggioli e curate dal personale di SI Maggioli e Maggioli Cultura e Turismo.
Qui il video.