Il progetto sviluppato per ENAC da Dinova, società del Gruppo Maggioli, racconta un modello in cui la tecnologia risponde a bisogni concreti con impatti misurabili sulle persone. "L'accessibilità digitale con l'AI è la capacità dei sistemi tecnologici di adattarsi autonomamente alle necessità di ogni utente, eliminando le barriere sensoriali e cognitive."
Parlare di intelligenza artificiale e accessibilità significa parlare, prima di tutto, di qualità del digitale. Oggi l’AI può contribuire a rendere servizi, contenuti e strumenti di lavoro più semplici da usare, più comprensibili e più inclusivi. Ma questo accade solo quando l’accessibilità non viene considerata un adempimento finale, bensì un criterio progettuale che accompagna l’innovazione fin dall’inizio.
Accessibilità e AI: l’innovazione crea valore quando è davvero inclusiva
È questa la direzione emersa anche dal confronto promosso in occasione dell’anniversario della Legge Stanca, la norma italiana che tutela il diritto delle persone con disabilità ad accedere a siti, servizi digitali e strumenti informatici senza barriere, soprattutto nei servizi della Pubblica Amministrazione e, nei casi previsti, anche per alcuni soggetti privati. L’accessibilità, infatti, amplia i diritti delle persone e, allo stesso tempo, apre nuove opportunità di mercato, perché un’esperienza progettata meglio per chi ha esigenze specifiche è spesso migliore per tutti.
Cos'è l'accessibilità digitale potenziata dall'Intelligenza Artificiale?
L’intelligenza artificiale generativa, se utilizzata correttamente, può supportare questo percorso in molti modi: può semplificare il linguaggio, migliorare la comprensione dei contenuti, agevolare la descrizione delle immagini, supportare lo sviluppo di interfacce più chiare e aiutare a costruire servizi digitali più fruibili. Ma non basta introdurre un nuovo strumento per ottenere automaticamente inclusione: serve un approccio consapevole, che riunisca competenze tecniche, responsabilità progettuale, attenzione alla semantica dei contenuti e coinvolgimento diretto delle persone che vivono ogni giorno le barriere digitali.
Perché l'AI inclusiva genera valore per cittadini e Pubblica Amministrazione
In questo scenario si inserisce l’esperienza sviluppata da Dinova, società del Gruppo Maggioli, insieme a ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile. Nel percorso di trasformazione digitale dell’ente, l’adozione di Google Workspace ha fatto emergere una necessità precisa: rendere gli strumenti di lavoro realmente accessibili anche ai dipendenti non vedenti, favorendo un utilizzo più autonomo, inclusivo ed efficace dell’ambiente digitale. Per rispondere a questa esigenza, Dinova ha progettato un assistente virtuale conversazionale accessibile e intelligente, pensato per supportare gli utenti non vedenti nell’uso di Gmail, con una prospettiva di estensione progressiva all’intera suite Workspace.
Strumenti di AI per abbattere le barriere digitali
Il progetto è stato sviluppato con il coinvolgimento diretto di personale non vedente in tutte le fasi, dalla progettazione alla validazione, confermando un principio decisivo: l’innovazione inclusiva funziona davvero quando nasce dall’ascolto e dalla partecipazione delle persone. L’obiettivo, infatti, non è soltanto introdurre una tecnologia avanzata, ma migliorare concretamente l’esperienza d’uso, aumentare l’autonomia nel lavoro quotidiano e rafforzare la cultura inclusiva all’interno dell’organizzazione. Il progetto ENAC racconta bene che cosa significhi trasformare il potenziale dell’AI in impatto reale, confermando che può generare valore quando viene applicata per risolvere bisogni concreti, con soluzioni misurabili e orientate alle persone.
Il futuro dell'innovazione: etica e inclusione nel Gruppo Maggioli
Per il Gruppo Maggioli, questo approccio è centrale: innovare significa progettare un digitale capace di includere, semplificare e accompagnare il cambiamento. Esperienze come quella sviluppata da Dinova con ENAC mostrano che accessibilità e intelligenza artificiale non sono due temi separati, ma due leve complementari per costruire servizi migliori, organizzazioni più efficaci e contesti di lavoro più equi. Perché la vera innovazione non è solo quella che introduce nuove tecnologie, ma quella che rende la trasformazione sempre più vicina alle persone.