Questa transizione, guidata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e da politiche specifiche, è stata catalizzata da strumenti digitali avanzati, tra cui spiccano il cloud e l’intelligenza artificiale (AI).
Parallelamente, l’importanza della cybersicurezza ha assunto un ruolo centrale, evidenziando la necessità di proteggere dati sensibili e infrastrutture critiche. Il portale “PA Digitale 2026”, lanciato nel 2021, è diventato il punto di riferimento per operatori pubblici, semplificando l’accesso ai finanziamenti e monitorando i progressi dei progetti finanziati dal PNRR. Grazie al lavoro del Dipartimento per la Trasformazione Digitale (DTD) e dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), sono state introdotte nuove linee guida per l’innovazione tecnologica.
Questo ha posto le basi per un’Italia più sicura, resiliente e all’avanguardia nell’erogazione dei servizi pubblici. Il percorso verso una trasformazione digitale, tuttavia, non è esente da difficoltà. La necessità di modernizzare le infrastrutture tecnologiche in un contesto di professionalità limitate e di superare la resistenza culturale all’adozione di nuove tecnologie continua a essere una sfida. Nonostante questi ostacoli, l’impegno delle istituzioni, unito agli investimenti nel campo dell’innovazione, sta progressivamente cambiando la natura del rapporto tra la PA e i cittadini, ponendo la digitalizzazione al centro delle politiche pubbliche.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella PA
Il Piano Triennale 2024-2026 per l’informatica nella PA, redatto dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), include per la prima volta un intero capitolo dedicato all’intelligenza artificiale. Questa scelta strategica sottolinea l’importanza di integrare l’AI nei processi pubblici per migliorare l’efficienza e ridurre i costi.
Le potenzialità dell’AI sono vaste e comprendono:
- Automazione dei processi ripetitivi: Attività amministrative come la gestione della Posta Elettronica Certificata (PEC) possono essere accelerate grazie all’uso di modelli predittivi, con un impatto diretto sulla riduzione deI tempi di risposta;
- Capacità analitiche avanzate: L’AI consente di analizzare grandi quantità di dati in tempi ridotti, migliorando le decisioni strategiche. Questo è particolarmente utile nella pianificazione urbana e nella gestione delle emergenze;
- Interazione personalizzata con i cittadini:Assistenti virtuali e chatbot alimentati da modelli di linguaggio avanzati possono guidare gli utenti attraverso procedure complesse, migliorando l’accessibilità e la trasparenza.
Nonostante le opportunità, esistono anche rischi significativi, come la necessità di proteggere i dati personali, garantire l’etica nei processi decisionali automatizzati e promuovere una formazione adeguata del personale. La gestione delle problematiche legate all’intelligenza artificiale richiede un equilibrio tra innovazione e rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, soprattutto in un contesto pubblico dove l’affidabilità e la trasparenza sono cruciali. L’adozione dell’AI in ambito pubblico, quindi, rappresenta una sfida tanto tecnologica quanto etica. La formazione del personale e la creazione di normative adeguate sono aspetti essenziali per assicurare un utilizzo responsabile e sostenibile di queste tecnologie emergenti.
Il PNRR come motore di trasformazione
Il PNRR ha destinato una parte significativa dei fondi alla digitalizzazione della PA, riconoscendo che una Pubblica Amministrazione efficiente è essenziale per il progresso del Paese. Tra i progetti finanziati figurano la modernizzazione delle infrastrutture, la digitalizzazione dei processi amministrativi e il rafforzamento della cybersecurity. Uno degli obiettivi principali è la creazione di “basi di dati nazionali strategiche” entro il 2026, in grado di fornire una piattaforma unificata per l’implementazione di soluzioni AI. Questo richiede un notevole sforzo di standardizzazione e digitalizzazione dei dati esistenti, che devono essere rappresentativi della realtà amministrativa e rispettosi delle normative sulla privacy. Il PNRR, in sostanza, sta spingendo la PA verso un cambiamento radicale, con l’obiettivo di trasformare l’amministrazione pubblica in una realtà più efficiente, inclusiva e facilmente accessibile dai cittadini.
La migrazione al cloud: una priorità per la Pubblica Amministrazione
La transizione al cloud è considerata la base per qualunque innovazione futura. Grazie ai fondi del PNRR, molte PA hanno iniziato a spostare applicazioni e dati su piattaforme moderne e scalabili. Questa infrastruttura garantisce una maggiore sovranità digitale per l’Italia, riducendo la dipendenza dai provider globali. Nel 2024, si è registrato un raddoppio degli enti che hanno completato la migrazione di gran parte dei loro applicativi al cloud, passando dal 16% al 32% in un solo anno. Tuttavia, permangono preoccupazioni legati ai costi elevati e alla mancanza di personalizzazione delle soluzioni. Per le PA più piccole, l’adozione del cloud rappresenta ancora una sfida significativa, sottolineando l’importanza di soluzioni condivise promosse a livello regionale. Questa transizione non è solo tecnologica, ma anche culturale, poiché implica un cambiamento nel modo di concepire l’infrastruttura digitale della PA, mirando a una maggiore flessibilità e a una gestione più efficiente delle risorse. La sfida rimane quella di garantire che tutte le amministrazioni possano beneficiare di queste tecnologie, riducendo il gap tra le diverse realtà territoriali.
Cybersicurezza: una sfida urgente
Gli attacchi informatici ai danni di Comuni, Regioni e ASL negli ultimi anni hanno evidenziato l’urgenza di rafforzare la cybersicurezza. La Legge sulla Cybersicurezza (2024) introduce obblighi precisi per le amministrazioni, tra cui la notifica tempestiva degli incidenti e l’adozione di misure preventive. Nonostante ciò, solo il 26% degli enti pubblici locali si considera adeguatamente preparato, mentre il restante evidenzia margini di miglioramento. La formazione del personale è cruciale per superare la cronica mancanza di competenze in materia di sicurezza informatica. Inoltre, la diffusione di sistemi informatici obsoleti complica l’implementazione delle più recenti tecnologie di difesa. La cybersecurity è diventata un tema fondamentale nella trasformazione digitale, poiché la protezione delle informazioni e delle infrastrutture critiche è cruciale per garantire il buon funzionamento dei servizi pubblici. Per migliorare la situazione, è necessario un impegno costante nella formazione e nella sensibilizzazione, oltre a un continuo aggiornamento delle tecnologie di protezione. La sicurezza digitale è, infatti, il pilastro su cui si costruirà la fiducia dei cittadini nella digitalizzazione della PA.
La strada verso il futuro della Pubblica Amministrazione
Il percorso verso una Pubblica Amministrazione digitale ed efficiente è avviato, ma richiede un impegno continuo. La combinazione di tecnologie avanzate, come AI e cloud, con un focus sulla formazione e la governance, può trasformare radicalmente il modo in cui la PA interagisce con i cittadini e le imprese. Grazie alle risorse del PNRR e alle strategie nazionali, l’Italia ha l’opportunità di posizionarsi com leader europeo nella trasformazione digitale. Tuttavia, per cogliere appieno questo potenziale, sarà essenziale superare le resistenze culturali e investire nel capitale umano, promuovendo una cultura del cambiamento che metta al centro i bisogni della comunità. La strada è ancora lunga, ma la determinazione e la collaborazione tra le istituzioni, le imprese e i cittadini sono gli ingredienti necessari per raggiungere una Pubblica Amministrazione realmente moderna, agile e vicina alle esigenze della società digitale di oggi.
Daniele Crespi
Sviluppo Servizi Innovativi ed e.gov
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Questo articolo è tratto da InformaticaMAG 5/24
Storie, idee e progetti di innovazione nella P.A.