La sanità digitale è oggi uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia europea. Il mercato vale già oltre 60 miliardi di euro (2023) e si prevede raggiungerà quasi 95 miliardi di euro entro il 2026, con un tasso di crescita annua composto vicino al 20%.
A trainare questa espansione sono l’adozione della telemedicina, lo sviluppo di applicazioni “mobile Health”, l’informatizzazione delle cartelle cliniche e l’integrazione di soluzioni basate su intelligenza artificiale. A livello normativo, un passaggio chiave sarà l’attuazione in tutti gli Stati membri del Regolamento sull’European Health Data Space (EHDS), adottato dal Parlamento Europeo il 24 aprile 2024, che punta a favorire la condivisione sicura dei dati sanitari tra Stati membri e a creare un ecosistema unico per innovazione, ricerca e servizi transfrontalieri, promuovendo la realizzazione e diffusione di soluzioni tecniche interoperabili.
La sanità digitale è oggi uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia europea. Il mercato vale già oltre 60 miliardi di euro (2023) e si prevede raggiungerà quasi 95 miliardi di euro entro il 2026, con un tasso di crescita annua composto vicino al 20%. Diversi articoli del Regolamento EHDS enfatizzano il ruolo centrale del cittadino-paziente all’interno di questo ecosistema: ad esempio, la possibilità di accedere ai propri dati sanitari in modo sicuro e interoperabile, indipendentemente dallo Stato membro in cui ci si trova, facilita la continuità dell’assistenza sanitaria e la partecipazione attiva alla gestione della propria salute.
Il quadro normativo
Per supportare la realizzazione di questo scenario, la Commissione Europea ha finanziato diverse iniziative.
La sanità digitale è oggi uno dei settori più dinamici e strategici dell’economia europea. Il mercato vale già oltre 60 miliardi di euro (2023) e si prevede raggiungerà quasi 95 miliardi di euro entro il 2026, con un tasso di crescita annua composto vicino al 20%. nel corso degli anni, di cui almeno due meritano una specifica menzione: l’infrastruttura MyHealth@EU, operativa dal 2019, che consente la trasmissione dei dati sanitari tra i diversi Stati europei in un formato standard e mutuamente riconosciuto. I casi d’uso supportati sono molteplici: ad esempio, un cittadino italiano che si trova in Portogallo per lavoro o turismo, potrà recarsi in una farmacia locale e richiedere l’erogazione di un farmaco prescritto dal proprio medico di fiducia in Italia, o ancora, i dati del proprio profilo sanitario sintetico (Patient Summary) possono essere acceduti da personale sanitario di qualsiasi nazione europea in caso di necessità, tradotti nella lingua del Paese di cura. La piattaforma MyHealth@EU è operativa in 12 Stati membri dell’UE e si prevede che sarà disponibile in tutti i 27 Stati membri, nonché in Norvegia e Islanda, entro il 2029.
Attualmente, i servizi offerti includono la ricetta elettronica e il profilo sanitario sintetico. Sono in fase di sviluppo ulteriori servizi, come risultati di laboratorio, immagini mediche e lettere di dimissione ospedaliera. Il Portafoglio Europeo di Identità Digitale (EUDI Wallet), di più recente introduzione e in fase di prossima diffusione, che rappresenta un passo fondamentale verso un ecosistema digitale europeo più integrato. Questo strumento mira a fornire ai cittadini dell’UE una soluzione “unica” e sicura per gestire la propria identità digitale, consentendo di accedere a servizi pubblici e privati in tutti gli Stati membri con la stessa credenziale digitale, disponibile sul proprio smartphone. L’EUDI Wallet si inserisce nel quadro normativo del Regolamento eIDAS, che definisce gli standard europei per l’identificazione elettronica e i servizi fiduciari, garantendo interoperabilità, sicurezza e protezione dei dati personali.
Grazie a questo portafoglio digitale, che ogni nazione europea dovrà diffondere a titolo gratuito, i cittadini potranno non solo autenticarsi online in modo affidabile, ma anche condividere in maniera controllata informazioni personali e documenti ufficiali, semplificando procedure amministrative, sanitarie e finanziarie a livello transfrontaliero. Bruxelles persegue un doppio obiettivo: da un lato, garantire che entro il 2026 tutti gli Stati membri offrano ai cittadini l’accesso all’EUDI Wallet; dall’altro, assicurare che entro il 2030 ogni cittadino dell’UE possa utilizzare un’identità digitale europea sicura e riconosciuta in tutti i Paesi, facilitando l’accesso ai servizi e favorendo una reale inclusione digitale.
Progettualità finanziate dalla commissione europea Abbiamo menzionato due Regolamenti (EHDS ed eIDAS), entrambi già approvati a livello comunitario e di prossima attuazione.Tuttavia, è innegabile che talvolta le normative sembrano vivere di vita propria, come testi autonomi e astratti - per generare reale impatto è fondamentale cercare le intersezioni tra di esse, individuando use case concreti che trasformino le direttive in strumenti pratici per cittadini, imprese e istituzioni. Il progetto MyHealth@MyHands, co-finanziato dalla Commissione Europea ed avviato ad aprile 2025, è un esempio di come tradurre i Regolamenti comunitari in prodotti tangibili. Coordinato dal Ministero della Salute irlandese, e con la partecipazione di 44 partner a rappresentanza di 18 Stati membri, MyHealth@MyHands ha l’obiettivo di garantire ai cittadini l’accesso ai propri dati sanitari entro il 2030 attraverso lo strumento dello EUDI Wallet.
Al Gruppo Maggioli è stato affidato il coordinamento dei lavori inerenti il Wallet, a testimonianza del riconosciuto ruolo di architetti e leader della trasformazione digitale, anche al di fuori dei confini nazionali, valorizzando al meglio l’esperienza acquisita nella abilitazione di oltre 3.500 Enti a SPID e più di 2.000 alla CIE. Il coinvolgimento del Gruppo nel progetto MyHealth@MyHands non rappresenta solo un impegno operativo, ma un’occasione per affermarsi come partner europeo nella digital transformation. Coordinando le attività legate al Wallet e contribuendo allo sviluppo di soluzioni interoperabili e sicure, Maggioli si posiziona come partner strategico capace di tradurre le normative europee in strumenti concreti e utili per milioni di cittadini.
Nella roadmap verso il 2030, questa esperienza permette di consolidare competenze avanzate nella gestione dei dati digitali, di ampliare la propria rete di collaborazioni con enti pubblici e privati in più Paesi, e di posizionarsi in modo distintivo in un mercato in rapida crescita.
Alberto Zanini
Head of International Projects and
European Relations International Development and
Institutional Affairs