La transizione digitale Europea avanza rapidamente, ma la capacità dei cittadini di utilizzare i servizi online resta limitata. In Italia, un cittadino su due fatica a svolgere anche le operazioni più semplici con device digitali.
«La tecnologia corre veloce, ma non tutti riescono a tenere il passo», spiega Giovanni Bonati, manager del Gruppo Maggioli, al quotidiano La Repubblica. «Non si tratta di rallentare l’innovazione, ma di renderla accessibile. Ogni servizio digitale deve essere progettato pensando a chi ha competenze limitate, ai cittadini anziani e a chi non ha familiarità con gli strumenti online».
Maggioli, attivo da oltre un secolo nell’innovazione, supporta migliaia di Comuni nella digitalizzazione dei servizi, dallo sviluppo di piattaforme online fino all’integrazione di documenti digitali come la patente sull’App IO, che diventerà un wallet pubblico dal 2026. «Il nostro obiettivo è creare servizi che semplifichino la vita quotidiana», aggiunge Bonati, «ma anche educare e accompagnare i cittadini, riducendo il divario digitale e aumentando la fiducia nell’uso della tecnologia».
La sfida italiana è culturale oltre che tecnologica: accessibilità, interoperabilità dei sistemi e design intuitivo sono essenziali per costruire un ecosistema digitale inclusivo, in cui tutti possano usufruire dei servizi pubblici senza barriere.