Oggetti trovati nell'antica Rhegion. Cantiere con fondi Pnrr. Le operazioni di digitalizzazione, affidate al Consorzio Maggioli, sono state portate avanti da Sinapsys - Società del Gruppo Maggioli - e da Maggioli Cultura e Turismo.
Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) ha digitalizzato oltre 12.000 reperti, molti dei quali provenienti dal santuario di Griso-Laboccetta, cuore dell’antica Rhegion. L’iniziativa rientra nel progetto nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale finanziato dal PNRR, sotto il coordinamento dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale - Digital Library del Ministero della Cultura.
I lavori, realizzati dal Consorzio Maggioli tramite
Sinapsys e
Maggioli Cultura e Turismo, rappresentano un passo fondamentale per la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei beni archeologici. Il direttore Fabrizio Sudano ha evidenziato l’importanza della scoperta e catalogazione di reperti finora custoditi nei depositi, aprendo nuovi scenari per ricerche e pubblicazioni.
Un progetto innovativo per la valorizzazione dell’antica Rhegion grazie ai fondi del PNRR
Il progetto, parte del Sub-investimento M1C3 1.1.5 del PNRR, prevede l’acquisizione digitale di oltre 28.000 oggetti in Calabria, coinvolgendo anche altri musei regionali come quelli di Lamezia Terme, Vibo Valentia e Gioia Tauro.
“Una sfida ambiziosa ma centrata – ha dichiarato Cinzia Gallo del Ministero della Cultura – grazie alla sinergia tra istituzioni e appaltatori. È un modello virtuoso per il futuro della cultura digitale in Italia”.