Il 27 gennaio il Gruppo Maggioli ha partecipato all convegno dell’Osservatorio Agenda Digitale “Italia digitale: il nuovo mondo” presso il Politecnico di Milano, una preziosa occasione di confronto su come rendere sostenibile e misurabile la trasformazione digitale della PA, evitando che le infrastrutture costruite in questi anni restino senza impatto duraturo.
Abbiamo partecipato alla Ricerca 2025 dell’Osservatorio portando il nostro contributo al dibattito, che ha toccato temi cruciali come il rinnovo dei processi, la collaborazione tra enti e fornitori, la crescita delle competenze e il ruolo dell’Intelligenza Artificiale per una PA “aumentata”, capace di liberare tempo dalle attività ripetitive e rafforzare qualità e inclusione dei servizi.
Nella tavola rotonda “Oltre il PNRR: come rendere sostenibile la trasformazione digitale dell’Italia e delle sue PA?” è intervenuto Daniele Crespi, Responsabile Sviluppo Servizi Innovativi ed eGov di Gruppo Maggioli.

Il Convegno
Osservatorio Agenda Digitale “Italia digitale: il nuovo mondo”
Negli ultimi anni l’Italia ha goduto di risorse straordinarie per la propria digitalizzazione e ha accelerato su ambiti chiave per una Pubblica Amministrazione (PA) più moderna ed efficiente. Ora che abbiamo un “sistema operativo” per il Paese, basato su solide infrastrutture digitali, è necessario fare squadra e costruire un vero e proprio ecosistema organizzativo per l’innovazione digitale.
Occorre dunque rinnovare i processi delle PA, migliorando la collaborazione tra enti e con i fornitori. È cruciale, inoltre, qualificare i dipendenti pubblici, affiancandoli con agenti artificiali che aumentino la loro efficacia e ne automatizzino le attività ripetitive, liberando il loro tempo per dedicarlo a mansioni a maggior valore aggiunto. Serve infine misurare gli impatti degli interventi di trasformazione digitale, assicurandosi che combattano e non aumentino le disuguaglianze che ancora caratterizzano i nostri territori.
Mentre lavoriamo per finalizzare quanto promesso alla Commissione Europea, dobbiamo pensare a come approcciare il “nuovo mondo” che si aprirà una volta finito il PNRR. Senza azioni mirate, infatti, le infrastrutture digitali costruite in questi anni rischiano di non generare l’impatto duraturo di cui il Paese ha bisogno.