Governance, persone e processi al centro delle strategie per rendere l’intelligenza artificiale una leva strutturale di cambiamento: questi gli obiettivi di Dinova, azienda italiana del Gruppo Maggioli specializzata in intelligenza artificiale, data analysis e sicurezza informatica.
L’intelligenza artificiale ha superato la fase dell’entusiasmo iniziale e si confronta oggi con la sua vera sfida: diventare una leva di trasformazione strutturale per le imprese. Dopo l’exploit dei large language model e della GenAI, il nodo non è più se adottare l’IA, ma come farlo in modo strategico, sostenibile e misurabile. È su questo terreno che si muove Dinova.
Dinova e la strategia per un’adozione consapevole dell’IA
Secondo gli esperti di Dinova, un’adozione priva di una visione olistica rischia di tradursi in iniziative isolate, guidate da entusiasmo o resistenze culturali, ma incapaci di generare reale valore. «La tecnologia è fondamentale, ma la vera sfida è il cambiamento umano e organizzativo», spiega Sara Lodi, head of change management. Molte aziende, infatti, si fermano a un uso dell’IA orientato alla sola efficienza, senza ripensare processi e modelli operativi.
Governance, cultura e processi al centro della trasformazione
L’obiettivo di Dinova è rendere l’IA endemica nei processi core, coinvolgendo tutta l’organizzazione, dal top management all’operatività quotidiana. Un approccio su misura, che parte dall’analisi del contesto e introduce anche nuovi indicatori qualitativi per misurare il ritorno degli investimenti, inclusi benessere, creatività e capacità decisionale. Perché l’IA, sempre più, sarà parte integrante di team di lavoro ibridi, composti da persone e agenti intelligenti.